Alfie! The Gareth Thomas Story

Alfie!
The Gareth Thomas Story
(Gareth Thomas with Delme Parfitt)
Mainstream Publishing, 2007
288 pagine

E’ l’ultimo arrivato nella collezione. E allora lo recensisco subito.
Magari molti di voi ricordano Gareth Thomas per le scottanti rivelazioni di oltre un anno fa quando dichiarò al mondo intero di essere gay.
Ma ben oltre questo suo disagio, tenuto nascosto per davvero troppi anni, Gareth Thomas ha rappresentato quanto di molto buono e autentico potesse produrre il rugby union gallese degli anni Novanta e Duemila. Recordman di cap in nazionale con oltre cento, capitano dei British Lions, recordman di mete segnate in nazionale, stella lucente nello Stade Toulousain e tanto, tanto altro ancora.
In un mondo così in evoluzione come è stato, e ancora oggi parzialmente è, il Rugby Union nel dolorosissimo passaggio dal dilettantismo, spesso “marrone”, al professionismo.
Tante cose belle sono state stravolte con questo cambiamento e anche il nostro Alfie ha dovuto rinunciare al suo lavoro quotidiano di postino che svolgeva in bicicletta passando attraverso i vari paesini. iò nonostante il nostro uomo è rimasto intatto in tanti valori manifestando un attaccamento e una fedeltà alla causa dell’Union Code davvero encomiabili.
Dal 2009 Gareth Thomas gioca nel mondo del Rugby League britannico. Ti perdoniamo, Alfie!

Giampaolo

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Ben ritrovati!

Scrivere dopo quasi quattro mesi di silenzio può sembrare da un lato una bella novità e da un altro un pò imbarazzante.
Mi spiego rapidamente.
L’apertura di questo blog esclusivamente dedicato alla mia collezione di libri di rugby union (con qualche toccata e fuga nel mondo del League…) è seguito alla prima vera catalogazione e quantificazione di quanti libri ho.
Con un lavoro certosino, terminato con la dettagliata compilazione di un file in Access, ho spolverato, sistemato, suddiviso ecc la bellezza di 829 (ottocentoventinove) libri.
Da allora a oggi è passata un’estate piena di impegni personali ma posso garantire che ogni volta che guardavo, e ancora oggi guardo, i miei libri ben sistemati, in ordine, e catalogati provo un piacere immenso.
Altri sono in procinto di aggiungersi alla collezione.
Un piccolo sforzo economico, quindi, per avere ulteriori testimonianze di storia e vite vissute.
In questi mesi estivi sono andato pensando che un appuntamento settimanale con una recensione di un libro fosse la cosa più fattibile da metà-fine settembre 2010 in poi.
Cercherò quindi di non mancare all’impegno.
Baci a tutti.

Giampaolo

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Caro Babbo Natale…Cher Père Noël…Dear Santa Claus…

Ho sbagliato il periodo dell’anno? Non è questo il momento giusto per inviare a Rovaniemi, Lapponia Finnica, la letterina dei regali che voglio dall’anziano canuto per il prossimo Natale?
Natale può essere ogni giorno dell’anno, non necessariamente solo il 25 dicembre e giorni a lui prossimi e/o appena dopo.
Dipende da come ci sentiamo noi dentro. Nell’animo, nello spirito. E se siamo disposti a sforzarci di resistere.
Non è per nulla facile.
A Babbo Natale, quello mio personale, chiederei diversi libri di rugby union, tanto per rimanere in tema.
Gliene chiederei anche altri, di jazz, di grammatiche straniere (tipo il neerlandese…), di ebraismo, shoah, sport come sfogo sociale per analizzare la trasformazione della società, ecc.
Nel rugby union ne avrei qualcuno di sicuro successo:
1. la biografia, o autobiografia, di Pierre Villepreux
colui che è stato e ancora oggi è un genio assoluto del rugby, bizzarro, unico e specialissimo, un sognatore e un inventore capace di qualsiasi cosa. Colui che da allenatore ha contribuito in primis alla costruzione del match capolavoro del mondiale 1999 quando in semifinale la Francia tramortì la Nuova Zelanda.

2. la storia della Currie Cup
il torneo delle province sudafricano. Che ancora oggi è una pietra miliare del movimento ovale di quel paese. Un torneo che me lo sogno tutto l’anno e che puntualmente a inizio luglio 2010 inizierà e che noi andremo a seguire sul nostro blog delle notizie usuale. Le sfide leggendarie tra Western Province, i miei Streeptruie (“casacche a strisce “, in lingua Afrikaans, ndt), e Noord Transvaal (i Blou Bulle ovvero i Tori Blu), o la solidità di Vrystaat, o anche la potenza di Transvaal. Per non parlare di Griqualand West di fine anni ’60, dell’aggressività di Eastern Province o della fantasia sbocciata negli ultimi vent’anni a Natal.

3. la storia del County Championship
oltre un secolo di storia, di aneddoti, di gloria. Tutto in silenzio, senza grandi clamori e nel dilettantismo (quasi) assoluto. Lancashire, Gloucestershire, Middlesex, Warwickshire, Devon e Cornwall. Insomma le radici più fiere, il campanilismo più sentito che ha prodotto sfide epiche non meno importanti, anche se meno pubblicizzate, di un match dell’allora Cinque Nazioni.

4. la storia del campionato francese
sarebbe un lavoro meno monumentale di quel che si creda. Una testimonianza del campionato più difficile, duro e probante mai esistito a livello di club in tutto il mondo. Rivalità tra paesi a poca distanza chilometrica. Giocatori eccezionali ma che non hanno trovato spazio in nazionale causa una concorrenzialità esasperante. Club e saghe immortali come Stade Bordelais, Lourdes, Béziers, Stade Toulousain, Agen, Narbonne, il fu Bègles-Bordeaux e altri ancora senza perdere di vista i sodalizi piccoli ma necessari come ad esempio Saint-Gaudens, Saint-Claude, Rumilly, Valence d’Agen, Cognac, Stade Nantais Université Club, Stade Rochelais, Vienne, Graulhet ecc ecc.

5. l’amarcord della “Grootste Reeks”
quarant’anni dopo sarebbe la rivisitazione di quanto accadde nel 1970 quando il Sud Africa vinse 3-1 la serie contro gli ospiti neozelandesi in quella che unanimemente fu considerata Die Grootste Reeks, ovvero “La Serie più Grande”.
La sfida di sempre tra i miei Springbokke e gli All Blacks. Immortalata persino dal noto disegnatore Rufus Papenfus in una pubblicazione che però a me non piacque e che scambiai con un’altra ben più importante per la mia collezione.
In pratica questo amarcord potrebbe benissimo ricalcare il famosissimo libro Old Heroes, scritto dal giornalista kiwi Warwick Roger, sul tour intrapreso nel 1956 dal Sud Africa in terra neozelandese. Un libro riuscito così bene che dopo la prima edizione del 1991 (per celebrare i trentacinque anni dell’avvenimento) venne ripubblicato nel 2006 per il mezzo secolo di vita di un così importante avvenimento rugbystico.
La serie del 1970 rimane per me il momento più alto mai toccato dagli Springboks di ogni era.
Irripetibile.
Tanto che ho tutti i libri che furono pubblicati su quel tour. Persino quello in Afrikaans del giornalista del quotidiano Beeld di Pretoria, Neil Steyn, dall’eloquente titolo “Weer Werêldkampioene”…(“saremo campioni del mondo”.

Giampaolo

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Dedicato a Paola…

“A People’s Game”
The Centenary History of Rugby League Football 1895-1995
by Geoffrey Moorhouse
(Hodder & Stoughton, 1995)

Questa volta scrivo di un libro del nemico storico del Rugby Union.
Sì, scrivo del Rugby League, il codice professionistico “a tredici giocatori” che dal 1895 ha torturato per un secolo esatto il nostro Union Code andandovi a pescare i migliori talenti in cambio di denaro.
Il famoso poaching, così tanto temuto dal nostro Rugby Union.
E il centenario di questo sport fu celebrato con il libro di Geoffrey Moorhouse che in 384 pagine ci racconta un secolo del League.
I suoi campioni, le sue lotte per sopravvivere in quanto disciplina legata al professionismo, le date e le partite storiche.
In un mondo quale il nord dell’Inghilterra e l’Australia in cui, per diverse ragioni, la sopravvivenza e il tirare faticosamente la carretta ogni dì ha forgiato temperamenti duri, tenaci e sempre in attesa del colpo che trasformasse la propria vita, personaggi mai domi quindi, tipici di uno sport come il Rugby League.
Da sempre ritenuto uno sport per “scorretti” e per “tipacci”, il Rugby League ha visto fior fiore di assi praticarlo ai massimi livelli.
Mi piace ricordare Tom van Vollenhoven, magica ala degli Springboks prima di passare professionista, e David Watkins, geniale apertura del Galles poi solleticsato e crollato di fronte alle offerte di denaro.
Non dimentico nemmeno chi nel League si è scavato una sua nicchia per la leggenda come Albert Rosenfeld, Billy Batten, Harold Wagstaff e gli immortali Jim Sullivan e Brian Bevan.
Dalla Northern Union, ribelle ai dettami del dilettantismo puro sostenuti dalle classi medie e alte dell’Inghilterra vittoriana di metà e fine ottocento, alla Rugby Football League.
Un secolo di lotte, di problemi sociali e sportivi sempre coinvolgendo le working classes e la gente meno abbiente.
Questo libro incomincia a scarseggiare parecchio sul mercato e lo conservo con grande attenzione e amore anche se ovviamente non fa parte della collezione dei libri dell’Union…ma pur sempre di un genere di Rugby tratta, no?

Dedico questa recensione a Paola. Lei sa il perché…

Giampaolo

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Aggiungi tre nuovi posti a tavola…

Tra ieri e oggi mi sono giunti tre “nuovi” libri.
Nel senso che sono “nuovi” per la mia collezione in quanto non li avevo prima.
Ma sono datati in quanto non freschissimi di pubblicazione.
Ieri è arrivato il figliolo numero 787: “The Giants of Irish Rugby” scritto nel 1996 da John Scally e edito da Mainstream Publishing. Si tratta di 224 pagine con copertina rigida, ovviamente cerco sempre di non acquisire copie paperbacks laddove sia possibile, in cui l’autore traccia la mini-biografia di quaranta famosi ex-nazionali del XV del Trifoglio. Tra questi naturalmente c’è il mio preferito John O’Driscoll, oggigiorno dermatologo (nativo di Manchester), ex-terza linea ala con 26 caps in nazionale e membro del tour dei British Lions in Sud Africa nel 1980. Confesso che di alcuni giocatori avevo sentito parlare poco o niente, ehm…chiedo umile venia, come Shay Deering, Dick Spring, Con Murphy, Mick Molloy, Jim Glennon e Willie Anderson. Un libro davvero molto utile che arricchisce enormemente la scorta di informazioni sui grandi giocatori irlandesi del passato e che mi ricorda in tantissimi aspetti “Giants of Scottish Rugby” di Jeff Connor, già presente nella mia collezione.
Stamane è giunto “Bread of Heaven” (figliolo n. 788), la biografia del celebrato Ieuan Evans, ex-ala e capitano del Galles nonché numero undici dei British Lions, scritta dal noto giornalista nordirlandese Peter Jackson  icona di un recente passato del quotidiano londinese Daily Mail. Il libro fu pubblicato nel 1995 da Mainstream Publishing, con 256 pagine e copertina rigida, corèl!! In un momento di grande crisi ovale come attraversò il Galles tra il 1987 e il 1998, Ieuan Evans fu uno dei pochi punti di riferimento stabili per quei tormentatissimi anni. In un certo senso si può persino dire che fu il collante tra una generazione eccellente e un’altra che seppe pian piano rinascere dopo acque turbolente navigate per troppi anni davvero, considerata anche la leggendaria storia della palla ovale gallese.
Sempre oggi ecco il numero 789 sotto forma di “Rugby Partnership” scritto da Norman Mair. Pubblicato da Stanley Paul nel 1988, con 176 pagine e copertina rigida. Vi sono narrate le carriere di Roy Laidlaw (del Jed-Forest) e John Rutherford (del Selkirk), famosissima coppia in mediana della Scozia entrambi nativi del Border al confine con l’Inghilterra. I due, ritiratisi dall’agonismo nel 1988, caratterizzarono un decennio della gloriosa epopea del XV del Cardo con un affiatamento ed una lettura del gioco davvero unici ed irripetibili, rimasti nella storia rugbystica di ogni tempo.
Insomma: tre libri nuovi targati nazioni celtiche. Sono ancora più ricco di prima…

Giampaolo

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Errata corrige: 786!!

Il totale esatto è 786.
Quattro libri sono stati inclusi e si tratta di altrettante opere riguardanti la vexata-quaestio della nascita del Rugby League che per un secolo è stato il grande avversario, nonché la minaccia assoluta, al nostro amatissimo Rugby Union.
I quattro titoli inclusi sono:
1. Rugby’s Great Split (Tony Collins)
2. The Rugby Rebellion (Sean Fagan)
3. Gone North Volume 1 (Robert Gate)
4. Gone North Volume 2 (Robert Gate)
Segnalo, con un certo orgoglio, che il libro “Gone North Volume 1” fu da me rintracciato contattando direttamente l’autore all’indirizzo di casa. Da anni introvabile in ogni dove, l’ottenni a sole 9 sterline (comprese le spese di invio) scrivendo a Robert Gate che peraltro si dimostrò di un’educazione e di una sensibilità uniche.
Union & League: due mondi diversi, due mentalità diverse: ma nacque un’amicizia con profonda stima.

Giampaolo

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Ufficiale: 782 libri

Prima di continuare nel neonato blog era davvero il caso di fare un dettagliato inventario dei libri nella mia collezione.
A tutt’oggi, 16 maggio 2010, i libri sono 782.
Posso ora riprendere a scrivere le recensioni.
A presto!

Giampaolo

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